un grazie a tutti per la collaborazione, dal 2002 ad oggi, otto anni di made in Uk!
martedì 9 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
Finalmente in UK!
Ciao. Intanto mi presento, sono Gianluca ho 43 anni e scrivo da Novara. Sono juventino e tifoso del Novara ma ho sempre avuto una passione sfrenata per tutto quello che riguarda il Regno Unito, da calcio al rugby ai telefilm inglesi, birra e cibo scozzese e inglese. Seguo il calcio scozzese e inglese dai primi anni 80 quando prima su Capodistria e Telemontecarlo poi trasmettevano questi eventi.
Per quanto riguarda il calcio oltre al Millwall seguo il Notts County, Newcastle e Sheffield United e sono tifoso della nazionale scozzese di rugby. Il mio primo viaggiofu nel 1993 a Londra con due amici. Oltre a visitare la capitale inglese andammo a visitare Wembley, il vecchio stadio. Oltre ai vari souvenirs giro all'interno dello stadio con foto in tribuna con la coppa. Veramente emozionante. Di recente sono stato nel febbraio del 2008 a Edinburgo per vedere Scozia-Italia del 6 nazioni. Prenotati 2 biglietti per il South Stand io e mia moglie siamo arrivati a Murrayfield per la partita con sconfitta inevitabile per l'Italia. Ambiente magnifico, noi insieme agli Scozzesi a cantare l'inno di Mameli. Ma quando è iniziata Flower of Scotland mi sono venuti i brividi...Prima solo le cornamuse e poi tutti in piedi a cantare. Nessun controllo ai cancelli, birra e whisky a fiumi e pollo fritto tutti insieme per una giornata indimenticabile. Finita la partita circa 30 mila persone si sono dirette insieme fino al centro di Edinburgo a piedi tra cui noi visto che i bus erano tutti bloccati. E a differenza degli inglesi gli scots sono tutto un'altra cosa, cordiali simpatici. Inizi a parlare e non finisci più. anche se una volta in un pub vicino a un loch delle Highlands mi misi a parlare e bere birra con un armadio inglese dello Yorkshire. Serata spettacolare, il problema fu guidare fino all'hotel essendo leggermente ubriaco. Nel settembre del 2009 visita a Glasgow, veramente bella e piacevole, con visita prima dell' Ibrox e poi del Celtic Park. Sabato pomeriggio ci siamo diretti con la metro verso Ibrox. Usciti dalla metro tradixionale negozio di fish & chips e finalmente lo stadio. I cancelli erano pieni di sciarpe, bandiere e pins. Non volendo assistere a Rangers-Hamilton ho chiesto all'ingresso se potevo fare delle foto. Una hostess getilissima ci ha fatto entrare e abbiamo iniziato a parlare con uno stewart abbastaza anziano, tifoso del Celtic. Foto di ordinanza, chiaccherata sul Old Firm e visita allo shop. Altro che naegozi delle nostre squadre. Usciti, rientrati in centro bus n.27 per il Celtic Park che dista circa 20-25 minuti dal centro. Purttroppo lo stadio era chiuso, ma essendoci un cancello aperto siamo riusciti a vedere l'interno. Spettacolare come il megastore, dove mia moglie ha pure perso gli occhiali provandosi la tuta dei Bhoys. Gentilmente, con il mio fantastico inglese, ho chiesto a una commessa se poteva aiutarci. E subito gli occhiali ritrovati. Non so se in Italia li avremmo ritrovati, come la sciarpa che io persi ai grandi magazzini Jenners in Princess Street e subito ritrovata!!!!! Usciti dallo shop abbiamo ripreso il bus, che bisogna fermare con un cenno della mano. Sul bus 4 ragazzi che, probabilmente, non avevano pagato il biglietto sono stati fatti scendere dall'autista. Solo qualche fuck..D'altronde siamo in Scozia e sui bus si entra solo dalla porta davanti e si fa il biglietto. Da noi non so cosa sarebbe successo all'autista.
La prossima volta viaggio a Londra. Bye bye from Novara.
di Gianluca Rondonotti
Per quanto riguarda il calcio oltre al Millwall seguo il Notts County, Newcastle e Sheffield United e sono tifoso della nazionale scozzese di rugby. Il mio primo viaggiofu nel 1993 a Londra con due amici. Oltre a visitare la capitale inglese andammo a visitare Wembley, il vecchio stadio. Oltre ai vari souvenirs giro all'interno dello stadio con foto in tribuna con la coppa. Veramente emozionante. Di recente sono stato nel febbraio del 2008 a Edinburgo per vedere Scozia-Italia del 6 nazioni. Prenotati 2 biglietti per il South Stand io e mia moglie siamo arrivati a Murrayfield per la partita con sconfitta inevitabile per l'Italia. Ambiente magnifico, noi insieme agli Scozzesi a cantare l'inno di Mameli. Ma quando è iniziata Flower of Scotland mi sono venuti i brividi...Prima solo le cornamuse e poi tutti in piedi a cantare. Nessun controllo ai cancelli, birra e whisky a fiumi e pollo fritto tutti insieme per una giornata indimenticabile. Finita la partita circa 30 mila persone si sono dirette insieme fino al centro di Edinburgo a piedi tra cui noi visto che i bus erano tutti bloccati. E a differenza degli inglesi gli scots sono tutto un'altra cosa, cordiali simpatici. Inizi a parlare e non finisci più. anche se una volta in un pub vicino a un loch delle Highlands mi misi a parlare e bere birra con un armadio inglese dello Yorkshire. Serata spettacolare, il problema fu guidare fino all'hotel essendo leggermente ubriaco. Nel settembre del 2009 visita a Glasgow, veramente bella e piacevole, con visita prima dell' Ibrox e poi del Celtic Park. Sabato pomeriggio ci siamo diretti con la metro verso Ibrox. Usciti dalla metro tradixionale negozio di fish & chips e finalmente lo stadio. I cancelli erano pieni di sciarpe, bandiere e pins. Non volendo assistere a Rangers-Hamilton ho chiesto all'ingresso se potevo fare delle foto. Una hostess getilissima ci ha fatto entrare e abbiamo iniziato a parlare con uno stewart abbastaza anziano, tifoso del Celtic. Foto di ordinanza, chiaccherata sul Old Firm e visita allo shop. Altro che naegozi delle nostre squadre. Usciti, rientrati in centro bus n.27 per il Celtic Park che dista circa 20-25 minuti dal centro. Purttroppo lo stadio era chiuso, ma essendoci un cancello aperto siamo riusciti a vedere l'interno. Spettacolare come il megastore, dove mia moglie ha pure perso gli occhiali provandosi la tuta dei Bhoys. Gentilmente, con il mio fantastico inglese, ho chiesto a una commessa se poteva aiutarci. E subito gli occhiali ritrovati. Non so se in Italia li avremmo ritrovati, come la sciarpa che io persi ai grandi magazzini Jenners in Princess Street e subito ritrovata!!!!! Usciti dallo shop abbiamo ripreso il bus, che bisogna fermare con un cenno della mano. Sul bus 4 ragazzi che, probabilmente, non avevano pagato il biglietto sono stati fatti scendere dall'autista. Solo qualche fuck..D'altronde siamo in Scozia e sui bus si entra solo dalla porta davanti e si fa il biglietto. Da noi non so cosa sarebbe successo all'autista.
La prossima volta viaggio a Londra. Bye bye from Novara.
di Gianluca Rondonotti
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Tour
venerdì 5 novembre 2010
The Fan: Simone Longo (Ipswich Town)
-Presentati
Mi chiamo Simone ho 27 anni e sono di Milano.
-Di quale squadra inglese sei tifoso?
Ipswich Town.
-C'è un motivo particolare che ti ha fatto scegliere questa squadra?
Mio fratello maggiore simpatizzava gia per questo club che aveva vinto la coppa UEFA nel 1981e di conseguenza ne sono diventato simpatizzante pure io.
Poi ho vissuto in prima persona la fantastica esperienza di veder una loro partita “live” nella loro “curva” a San Siro contro l’Inter (coppa UEFA 2001/02)…esperienza indimenticabile, che porterò sempre nel cuore, della quale ho gia parlato proprio in questo blog:
http://ukfootballplease.blogspot.com/2009/05/un-qualcosa-che-mi-riconcila-con-il.html
-Come è iniziata la tua passione per il calcio inglese?
Con le prime partite di FA Cup viste in TV che con la fantasia trasferivo sul campo di Subbuteo e attraverso le pagine del mitico Guerin Sportivo.
-Sei mai stato in Inghilterra? Se si quante volte e quale è stato il viaggio piu' bello?
Finalmente ce l’ho fatta, ho coronato il sogno! Ci sono andato di recente, sono stato a Londra e a Luton.
Essendoci stato una sola volta è stato anche il mio viaggio più bello, ma, ora che ho “rotto il ghiaccio”, ci tornerò di sicuro con l’intenzione di vedere una partita allo stadio.
Comunque, nonostante il fatto che quando ci sono stato (fine giugno) non c’erano partite, sono soddisfatto di aver assaporato l’aria che si respira in terra di Albione durante i mondiali quando gioca la nazionale inglese e di aver visto il Craven Cottage e Kenilworth Road (lo stadio del Luton).
-Quali sono le caratteristiche del Calcio inglese che piu' ti piacciono?
Passione, lealtà e tradizione che si respirano sia in campo tra i protagonisti, che fuori tra il pubblico. Mi piace la mentalità, il loro modo di intendere il calcio e lo sport in generale…lì c’è una cultura sportiva senza eguali, un’atmosfera unica e tutte le squadre, aldilà della serie in cui limitano, hanno una gran tradizione: il calcio inglese trasuda storia. E poi il football lo hanno inventato loro, sono i maestri!
-Raccontaci il match che ricordi piu' volentieri..
Non per essere ripetitivo ma la risposta è scontata…il match che porterò sempre nel cuore è quello di cui vi ho parlato sopra, non ci sono dubbi! Coppa UEFA, 6 dicembre 2001 Inter vs Ipswich 4 – 1. Aldilà del risultato è in quella serata che mi sono innamorato definitivamente dei Tractor Boys! Anche la partita di andata a Portman Road la ricordo molto bene, vittoria indimenticabile per 1 a 0 dei blues, dovrei avere ancora la registrazione su VHS!
-Il giocatore Britannico preferito?
David Beckham.
-Lo stadio Preferito in UK?
Il Craven Cottage per me è lo stadio più affascinante del mondo!
-In un ipotetico futuro, cosa "sogni" per la tua squadra?
Al più presto il ritorno in Premier League, anche se a mio parere la Football League è la dimensione più pura del calcio inglese…poi pensando in grande una bella cavalcata europea come ai tempi di Sir Bobby Robson!
Mi chiamo Simone ho 27 anni e sono di Milano.
-Di quale squadra inglese sei tifoso?
Ipswich Town.
-C'è un motivo particolare che ti ha fatto scegliere questa squadra?
Mio fratello maggiore simpatizzava gia per questo club che aveva vinto la coppa UEFA nel 1981e di conseguenza ne sono diventato simpatizzante pure io.
Poi ho vissuto in prima persona la fantastica esperienza di veder una loro partita “live” nella loro “curva” a San Siro contro l’Inter (coppa UEFA 2001/02)…esperienza indimenticabile, che porterò sempre nel cuore, della quale ho gia parlato proprio in questo blog:
http://ukfootballplease.blogspot.com/2009/05/un-qualcosa-che-mi-riconcila-con-il.html
-Come è iniziata la tua passione per il calcio inglese?
Con le prime partite di FA Cup viste in TV che con la fantasia trasferivo sul campo di Subbuteo e attraverso le pagine del mitico Guerin Sportivo.
-Sei mai stato in Inghilterra? Se si quante volte e quale è stato il viaggio piu' bello?
Finalmente ce l’ho fatta, ho coronato il sogno! Ci sono andato di recente, sono stato a Londra e a Luton.
Essendoci stato una sola volta è stato anche il mio viaggio più bello, ma, ora che ho “rotto il ghiaccio”, ci tornerò di sicuro con l’intenzione di vedere una partita allo stadio.
Comunque, nonostante il fatto che quando ci sono stato (fine giugno) non c’erano partite, sono soddisfatto di aver assaporato l’aria che si respira in terra di Albione durante i mondiali quando gioca la nazionale inglese e di aver visto il Craven Cottage e Kenilworth Road (lo stadio del Luton).
-Quali sono le caratteristiche del Calcio inglese che piu' ti piacciono?
Passione, lealtà e tradizione che si respirano sia in campo tra i protagonisti, che fuori tra il pubblico. Mi piace la mentalità, il loro modo di intendere il calcio e lo sport in generale…lì c’è una cultura sportiva senza eguali, un’atmosfera unica e tutte le squadre, aldilà della serie in cui limitano, hanno una gran tradizione: il calcio inglese trasuda storia. E poi il football lo hanno inventato loro, sono i maestri!
-Raccontaci il match che ricordi piu' volentieri..
Non per essere ripetitivo ma la risposta è scontata…il match che porterò sempre nel cuore è quello di cui vi ho parlato sopra, non ci sono dubbi! Coppa UEFA, 6 dicembre 2001 Inter vs Ipswich 4 – 1. Aldilà del risultato è in quella serata che mi sono innamorato definitivamente dei Tractor Boys! Anche la partita di andata a Portman Road la ricordo molto bene, vittoria indimenticabile per 1 a 0 dei blues, dovrei avere ancora la registrazione su VHS!
-Il giocatore Britannico preferito?
David Beckham.
-Lo stadio Preferito in UK?
Il Craven Cottage per me è lo stadio più affascinante del mondo!
-In un ipotetico futuro, cosa "sogni" per la tua squadra?
Al più presto il ritorno in Premier League, anche se a mio parere la Football League è la dimensione più pura del calcio inglese…poi pensando in grande una bella cavalcata europea come ai tempi di Sir Bobby Robson!
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The fans
giovedì 4 novembre 2010
Un sogno realizzato
All’inizio degli anni 80, un giorno di piena estate, rientro dal mare ed accendo la tv, su di un canale privato toscano trasmettono una partita di calcio che non era come tutte le altre, aveva qualcosa di magico. Due squadre, una in maglia rossa e l’altra in maglia gialla, cori stupendi dalle gradinate con la gente ad un metro dal campo, e io che lotto con i miei per vedere quella partita che mi aveva stregato invece del tg. La squadra in maglia rossa era il Liverpool, quello di Daglish Rush e Hansen che fece scattare la mia passione per il football inglese, che ho coltivato negli anni prima con il guerino, leggendo i risultati e guardando le foto e le maglie di quelle squadre dai nomi stupendi, obbligando i miei a comprarmi The Sun o qualche altro newspaper quando andavamo a Roma, poi leggendo Match e Shoot o Football Monthly, aspettando quasi in modo religioso la finale di F.A. Cup trasmessa da Tmc, accogliendo con gioia la novita’ di tele + e Sky, sfruttando Ryanair per frequenti viaggi in England, anche se il football non e’ piu’ quello di prima e assomiglia sempre piu’ ad una grande industria macina sterline.Da Anfield era quindi partita la mia passione e saputo che la dirigenza dei reds vuole abbatterlo per costruire uno stadio nuovo mi decido e parto alla volta di Liverpool per seguire Reds – Chelsea,occasione speciale per vedere Anfield almeno una volta. Apro una parentesi su Liverpool, citta’ dal fascino incredibile che e’ il perfetto mix fra vecchia e nuova Inghilterra. Liverpool – Chelsea si gioca di Domenica e quindi il sabato scelgo Wigan – Sunderland come antipasto.
Arrivo a Wigan e sotto un diluvio incredibile raggiungo il JJB Stadium, impianto modernissimo dove faccio il biglietto (20 pounds, neanche tanto) e vado al bar ufficiale dello stadio dove alla spicciolata arriva la gente del Nord Est che alla fine riempie il locale e prosciuga le riserve di birra fra speranze e cori contro gli odiati Magpies. Tutto tranquillo, anche perche’ di supporters bianco blu ce ne saranno al massimo 10. Bella partita, i Latics seppelliscono i black cats sotto 3 gol, fra cori di scherno contro Keane “Keano, what’s the score?”. Anche i Latics vivono il loro giorno di gloria, sono primi. Arriva il grande giorno, e verso le 13 prendo l’autobus 17 da Lime Street e mi ritrovo ad Anfield. Fuori diluvia ma e’ gia’ pieno di gente. L’atmosfera e’ splendida e prima faccio qualche foto alla statua di Shankly e alla lapide dei caduti ad Hillsborough e poi faccio un salto al club shop. Alla cassa file oceaniche, ormai la premier e’ un ‘ industria e gli incassi sono faraonici, anche con il merchandise. Molti spagnoli per via di Torres, ma gente da un po’ tutto il mondo. Mi faccio una pinta al “The Albert” sotto la Kop, ed entro nel mio settore. Sono proprio davanti alla Kop, e la visuale e’ splendida. Parlo con un signore di Cardiff tifoso anche dei Blue Birds che gli dico di avere visto in Italia due volte l’anno scorso in tv, e gli faccio notare le famiglie con i bambini allo stadio, cosa da noi impossibile dato il clima di guerra ogni domenica. Mi dice che il prezzo dei biglietti ha allontanato gli scontri, che dagli stadi si sono spostati fuori, lontano dagli stessi, ma ci sono ancora. Prima della partita la Kop intona un ynwa commovente, e sostiene la squadra per tutto il match. Il risultato lo sapete, 1 a 1 con bile finale di Benitez per il rigore regalato ai Blues. A me e’ sembrato un ottimo Liverpool, del quale voglio segnalare la grinta di Gerrard. Il giorno dopo concludo il mio tour recandomi al National Football Museum al Deepdale stadium di Preston, ricchissimo di memorabilia dalla fondazione della Football League ai giorni nostri che consiglio a tutti di visitare. Addio Anfield.
di Leo Palmerini, da UKFP n° 21 - dicembre 2007
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mercoledì 3 novembre 2010
Scottish Tour
Come sfruttare al massimo i pochi giorni di ferie estivi?Una mano a risolvere questo dilemma me l’ha data il calendario stilato dalla Scottish Football Association, prima di campionato e subito il derby tra HIbernian e Hearts. Luogo predestinato il Tynecastle, stadio dei miei rivali e la cosa da subito non mi ha infastidito anzi, dopo 2 derby ad Easter Road (nella foto) la voglia di provare a vivere il derby di Edinburgh da “ospite” era tanta.. Al mio arrivo il sabato in Scozia ci sono i miei amici Derk grandissimo original hibee e Andy del Lombardia Hearts ma la prima faccia conosciuta al mio sbarco non è la loro bensì quella di Donati, ex atalantino e nuovo centrocampista del Celtic! Stava aspettando parenti arrivati col mio stesso volo per assistere al suo debutto il giorno dopo nel campionato scozzese
Il tempo di arrivare in auto a Edinburgh, di sistemarmi a casa di Guy che per il secondo anno consecutivo mi ha ospitato e siamo già al pub a farci qualche pinta di birra, poi cena in zona Tynecastle giusto per entrare in clima derby e di seguito a nanna. Il giorno dopo la sveglia suona presto,abbiamo molti km da macinare per andare verso il nord del paese a visitare la zona dei laghi, il tempo è tipico scozzese con pioggia e freddo e la cosa rende ancora più suggestivo il viaggio. Durante il ritorno la radio diffonde i rumori di un Celtic Park che assiste ad un inaspettato pareggio a reti bianche contro un tignoso Kilmarnock, per Donati un esordio in chiaroscuro. Essendo posticipato al lunedì il derby lo viviamo in un fresco lunedì scozzese, tutto il giorno passato nel centro della città, pub e Edimburgh Festival,che dire, un lunedì diverso dal solito! Il fischio d’inizio si avvicina e con calma prendiamo il classico bus a 2 piani che ci porta fino al Tynecastle, sia sul bus sia nelle vie che ci indirizzano allo stadio la gente è mischiata, tifosi dei jambos e hibees con rispettive maglie spalla a spalla senza problemi in un clima elettrico.
Entriamo nel nostro settore a dir la verità non pienissimo (colpa anche dei prezzi non proprio popolari) e il colpo d’occhio è come sempre spettacolare, stadio pressoché pieno e tifo che inizia a farsi assordante,inizia la partita a bastano 2 minuti per passare in vantaggio col neo acquisto Kerr che di testa trafigge il portiere degli Hearts.
Il nostro settore esplode in un boato e pure durante l’intervallo col risultato fermo sul 0-1 sembra di essere in pieno match con tifosi di tutte le età che continuano a fare cori a squarcia gola,anche durante l’immancabile e fondamentale giro in bagno per smaltire le birre.. Un televisore appeso a un muro fa rivedere le immagini salienti del primo tempo e le ripetute immagini del gol sono un ulteriore pretesto per aumentare il delirio biancoverde,mai cosi felice come in quei momenti davvero. Secondo tempo senza grosse emozioni, e Hibernian che dopo 7 anni finalmente vince il derby in trasferta! Per festeggiare l’evento ci “fondiamo” al nostro solito pub mai cosi pieno di lunedì sera e all’ingresso di Andy e della sua compagnia iniziano sfottò ovviamente in pure stile scottish, senza nessuna esagerazione, senza nessun problema. Una dormita ci serve per ricaricare le batterie e per affrontare il giorno dopo il viaggio che mi riporterà in Italia ma soprattutto il tour di stadi programmato nella mattinata/pomeriggio.
Il nostro amico Stevie vecchio esperto di trasferte al seguito degli Hibs ha pianificato tutto e alle 9 di mattina siamo già in viaggio verso Falkirk ma una piccola distrazione ci fa perdere l’uscita dell’autostrada e con poco tempo a disposizione dobbiamo rinunciare a malincuore a visitare lo stadio. Poco male ci rifaremo nelle ore successive. Arriviamo a Stirling e grazie alla gentilezza di una carinissima segretaria entriamo dentro lo stadio dal tunnel degli spogliatoi,ci troviamo uno stadio non grandissimo ma tipicamente scozzese,con 2 curve piccolissime e 2 tribune pressoché identiche e coperte, foto di rito e acquisto per la mia collezione della sciarpa dell’Albion nel negozio ufficiale che non è altro che una minuscola stanza.
SI riparte e a pochi chilometri di distanza c’è Alloa, casa dell’Alloa Atletich che milita nella rispettiva C2. Stanno facendo dei lavori e possiamo solo sbirciare dentro, il necessario per vedere uno stadio molto semplice con una tribunetta e una sola curva Di nuovo in auto e arriviamo a Coatbridge la città dell’Albion Rovers, anche lei militante nella 3th division e qua ci troviamo davanti a uno degli stadi più vecchi e fatiscenti di tutta la Scozia.
Due tribune, una abbastanza grande con gradoni tali e quali a 80 anni fa, l’altra da dove entrano i giocatori un pò più recente ma davvero in pessime condizioni, al posto delle due curve sterpaglie. Verrebbe da pensare a una cosa squallida ma in realtà il posto ha un fascino particolare perché da l’idea di tornare davvero indietro di un secolo quando il calcio era tutt’altra cosa. Le finanze sono quelle che sono, il club e formato da dilettanti giocatori compresi e tutto questo ci viene confermato da Patrick, gentilissimo e panciuto dirigente dell’Albion Rovers che ci prende per mano e ci accompagna sotto una delle due tribune a visitare le stanze che fanno da sede della società, è in queste stanze che troviamo foto, cimeli e documenti su questa squadra che fa parte di quel numero ristretto di società che nel secolo scorso diedero vita alla S.F.A. Impressiona leggere su un muro tra i vari record (positivi e negativi) della società il numero massimo di presenze in quello stadio, ben 27000 contro i Rangers nel 1936, tutt’ora mi chiedo dove sono state messe tutte quelle persone… Dobbiamo ripartire ma prima salutiamo calorosamente il dirigente che ci ha fatto conoscere questa piccola e sgangherata realtà del calcio scozzese che però trasuda di passione e storia…
La prossima visita ci proietta in una realtà ben diversa da quella appena conosciuta,arriviamo nel parcheggio dello stadio del Airdrie che milita nella serie B scozzese. Da fuori stadio grande,ma magari non bellissimo, entriamo dall’ingresso principale dove c’è la sede della società e pure in questo caso c’è un dirigente che senza problemi ci parla della società e ci da via libera per entrare nello stadio dal tunnel principale. Dentro lo stadio è molto meglio che da fuori!. Grande con spalti vicinissimo al campo che è perfetto,stadio tenuto benissimo e tifo che si deve far sentire moltissimo. Anche in questo caso l’official shop è piccolo ma ben fornito e ne approfitto per comprare immancabile sciarpa, una vera e propria chicca per un collezionista come me. Ma non sarà l’ultima comprata visto che ci manca ancora uno stadio da visitare prima di andare in aeroporto. Arriviamo ad Ayr, piccola città con piccolo ma intrigante stadio.. Tutto chiuso (tranne il negozio dove prendo l’ultima sciarpa del tour…) ma anche da fuori si nota come lo stadio sia vecchissimo e senza troppi ritocchi recenti,anche in questo caso sembra di tornare indietro nel tempo! Un portone sotto ha una fessura che mi permette di sbirciare e per pochi momenti intravedo la gradinata di fronte. Esattamente come una volta, gradoni vecchissimi e terraces come si vedono ormai solo in filmati d’epoca! Anche le due curve per quel poco che si vede sono rimaste tali e quali a tantissimi anni fa e il rammarico per non poter entrare e visitare meglio questo stadio adatto ai nostalgici come me è tanto. Stevie ci racconta come la tifoseria locale non abbia una grossa fama in Scozia, penso al clima sugli spalti e mi convinco sempre di più che quel calcio e quegli stadi sono il mio pane. Il tour è finito, l’aereo che mi riporta in Italia (mentre Andy e Stevie di ritorno verso Edinburgh si fermano a Glasgow per vedere Queens Park-Alloa di coppa di Lega) mi lascia alle spalle 4 giorni brevi ma come sempre intensissimi e pieni di emozioni, ricordi che mai verranno cancellati nella mia mente, in attesa di studiare il prossimo viaggio.
di Raffaele Baraldi, da UKFP n° 21 - dicembre 2007
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martedì 2 novembre 2010
La fine di un incubo almeno per me
Era diventata per me la gara più fastidiosamente attesa; la gara che non volevo vedere ma che poi alla fine guardavo; era la gara che sapevo mi avrebbe procurato una incazzatura feroce, era in definitiva diventata più di una partita; era un vero incubo calcistico. Di che sto parlando? Mah del “second city derby” ovviamente. Da tifoso del Villa non ho mai dato troppo peso al Birmigham City, primo perché della stagione 1985/86 fino alla stagione 2002/03 i cugini “galleggiavano” nella seconda serie, secondo perché non avendo nessun personale ricordo televisivo di questa gara particolare e non vivendo a Birmingham non mi curavo dei “pericoli” di un potenziale derby. Dal ritorno dei blues in Premiership tutto è cambiato: questo maledetto derby è diventato una vera è propria fissa. Diciamocelo francamente le 2 gare del 2002/03 furono una umiliazione bella e buona e da allora questa gara ha regalato emozioni(a me e non solo) contrastanti, riviviamole.- Stagione 2002/03: torna il derby dopo 15 anni ed i villans, superbi e leziosi, vengono spazzati via al St Andrews per 3-0. Un incubo: dominati fin dall’inizio, e con la ciliegina sulla torta della orribile papera di Enkelman su appoggio da rimessa laterale di Mellberg. Chi sa della mia passione Claret&blue mi ha preso per il culo per settimane intere. Gara di ritorno: ancora un orribile Enkelman (poi scomparso dal Villa Park, e te credo!)spalanca le porte ai cugini, 0-2 risultato finale con mega rissa ed espulsioni di Dublin e Gudjonson. Voilà, altra serata di cui andar fieri.
- Stagione 03/04: andata nel campo del nemico, 0-0 inguardabile (comuque già un passo avanti, sic!). Ritorno al Villa Park: Villans strepitosi per un tempo e mezzo, Vassell e Hitzlsperger ci portano sul 2-0, poi la squadra si “mette i bigodini” e finisce 2-2 con gol di St.John a tempo scaduto, e giù ancora livore e bestemmie!!
- Stagione 04/05: disastro totale, 2 sconfitte, 2-0 away e 1-2 al Villa Park. Dominati in entrambe i casi e con un Sorensen in vena di regali in tutte e 2 le occasioni. Comincio a pensare che il derby sia maledetto per la mia squadra, per il mio portiere(qualunque esso sia) ed infine anche per me (un po’ di sano egocentrismo).
- Stagione 05/06: citando Bob Dylan “i tempi cambiano” ed in una autunnale domenica finalmente il St.Andrews è espugnato con un gol di Kevin Philips (SINDACO!!!). O’Leary a fine gara attraversa il campo in segno di giubilo e va a festeggiare sotto la gradinata ospite, i blues non la prendono bene ed il dopo-gara risulterà infuocato. La gara di ritorno è pura poesia: doppio Baros ed un gol maestoso in semirovesciata dell’esordiente Cahill spingono i blues verso la retrocessione. 3-1 il risultato finale. Maleficio spezzato!
Da quel pomeriggio di Aprile questa urticante gara è ritornata ad essere per me una gara importante, come può esserla quella con il Man Utd (anche se con i red devils non ci sono malefici da spezzare visto che ne buschiamo sempre e comunque); una gara insomma da vivere senza il patema d’animo di colui che prevede sventure che puntualmente si avverano(perché se uno se le tira è anche giusto che le gufate arrivino). Direi che un anno(06/07) senza derby mi ha quasi guarito, anche se i maledetti blues potevano aspettare altri 15 anni prima di tornare a “minacciarmi”………
..E’ proprio vero, i tempi cambiano; 11/11/07: in una delle “solite giornate nere dell’italico pallone” qualche km più su Gabby Agbonlahor a 3 min dalla fine sigilla la vittoria nel derby di andata della stagione 07/08, 1-2 al St.Andrews….è ora di una pinta, cheers!
di Charlie Del Buono, da UKFP n° 21 - dicembre 2007
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