Ghiotta occasione per l’ennesimo trip (viaggio) al seguito del Blackburn Rovers è il weekend dell’Immacolata, in occasione di Blackburn-Newcastle, una sfida che, poco più di un decennio fà, metteva di fronte due squadre regolarmente appaiate ai vertici della Premiership con Manchester sponda Old Trafford, Leeds, Arsenal e via dicendo. Ma non solo, perchè Rovers e Magpies sono le ultime due compagini ad aver beneficiato degli eccellenti servizi di un certo Alan Shearer, che vanta l’unico titolo della sua meravigliosa carriera proprio con il club dell’Ewood Park e che, per sua sfortuna, non è mai riuscito nell’impresa di portare un trofeo dalle parti del fiume Tyne,dove lui è cresciuto sotto tutti i punti di vista.Tornando ai giorni d’oggi, la mia partenza verso il North West è senz’altro resa meno eccitante dagli ultimi risultati di Savage e compagni che, più volte recentemente, hanno anticipato sia l’atmosfera Natalizia - regalando punti quà e là - che il periodo Pasquale, resuscitando compagini tipo West Ham e Charlton. Arrivato in quel di Manchester, chiedo all’addetta della National Express (azienda di trasporti pubblici) da quale stand parte il bus per Blackburn e lei,con un sorriso educato che nascondeva un più laconico “Ma cosa và a fare lei a Blackburn?”, mi indica la ‘piazzola’ B e, alla mia domanda su dove quel bus avrebbe finito la sua corsa, risponde “Burnley” con un sorriso meno accentuato ma più significativo. Pensate che quella graziosa biondina avesse forse ingerito uno dei funghi allucinogeni consumati regolarmente dai suoi concittadini fratelli Gallagher degli Oasis? Ebbene no, perchè la signorina aveva notato la mia shirt dei Rovers e,come quasi tutti da quelle parti, è a conoscenza della rivalità storica - non solo sportiva- tra Blackburn e Burnley, peraltro poco attualizzabile sotto il lato ‘football’, visto che i Clarets hanno ormai fatto l’abitudine a stagnare nelle paludi del football inglese e si sono (quasi…) rassegnati a ‘coltivare’ altre inimicizie come Preston e Blackpool per esempio.
Desolatamente unico passeggero dopo che quasi tutti erano scesi in quel di Bolton, ma con un pizzico di orgoglio nel ripetere all’autista-sicuro che anch’io sarei sceso nella città dei Wanderers che la mia destinazione sarebbe stata Blackburn, aspetto con impazienza la discesa del mezzo verso la Bolton Road dove, in un paesaggio che personalmente trovo maledettamente affascinante ma che, da pareri altrui, neanche il più eclettico fotografo giapponese avrebbe immortalato in cartolina, sorge l’Ewood Park, impianto modernissimo e confortevole, frutto dell’amore del compianto ex-proprietario dei Rovere, Jack Walker, la cui statua la lacrima alla sua vista per chi segue i Rovers dall’infanzia è un fenomeno tanto naturale quanto la pioggia d’inverno sù nel Lancashire) è posta all’angolo tra la Blackburn End e la CIS Stand.
In tutt’altra atmosfera rispetto alle trasferte in UEFA di Salisburgo, Cracovia e Rotterdam, dove il più sobrio aveva ingerito almeno 10 litri di lager e dove si cantava a squarciagola l’orgoglio di essere ‘Just a small town in Europe’, il Newcastle di Glenn Roeder (seguito da circa 3.000 fans che hanno in pratica cantato e danzato per tutta la gara) dimostra quanto sia ingiusta la sua posizione di classifica,perchè la squadra è davvero compatta (forse meno in difesa) e veloce, con il ‘motorino’ Emre ad imporre manovre velocissime che, con pochi passaggi, vedevano le finalizzazioni in porta dei vari Martins (molto efficace nel ‘pungere’ e creare spazi), Sibierski e N’Zogbia. Per quel che concerne i Rovers, urgono rinforzi a centrocampo, dove Tugay - nonostante le ottime prestazioni - comincia a sentire l’età e in attacco, dove McCarthy e Nonda non riescono a fornire un adeguato apporto di gol, come in poche parole faceva il folletto Bellamy nella scorsa stagione. Tornando alla gara,dei 19.225 infreddoliti all’Ewood Park, solo i numerosi rappresentanti della Toon Army facevano festa e con aria malinconica, abbandono il mio posto sulla CIS Stand ricordando quando, non un secolo fà, gli spalti dell’impianto del North East Lancashire erano gremiti in media di 25.000-27.000 anime, cioè circa 1/3 dell’intera cittadina…
Nel viaggio di ritorno, un pessimo anticipo d’Italia è dato da un gruppo d’italians che, in aeroporto, esternavano ad alta voce il fatto di aver assistito al derby di Manchester un giorno prima e sparlavano su qualche ragazza conosciuta da quelle parti, convinti forse che tutto ciò interessasse a qualcuno…
di Augusto Rischitelli, da UKFP n° 19 - giugno 2007
0 commenti:
Posta un commento