venerdì 25 novembre 2011

David Seaman, gatto magico dell'Inghilterra.

La sera del 10 maggio 1995 sembravano esserci pochi dubbi: la carriera di David Seaman era al capolinea. Il guardiano dell'Arsenal aveva lavorato alla grande, a Parigi, nel'interminabile finale di Coppa delle Coppe contro il Real Saragozza, poi aveva gettato tutto nella spazzatura con una papera colossale: il pallonetto di Nayim dalla distanza era largamente alla sua portata, ma un tragico errore di calcolo lo aveva fatto sibilare oltre le sue dita protese. Il trofeo andò agli spagnoli e Seaman uscì distrutto dall'esperienza. I suoi imminenti 32 anni (allora) sembravano non concedergli scampo. La stampa inglese lo mise alla berlina, rispolverando due precedenti poco lusinghieri, la punizione da 35 metri di Gascoigne incassata in pieno... demerito e costata la coppa d'Inghilterra 1991 al suo Arsenal a favore del Tottenham, e l'altro calcio franco, di Ronald Koeman a Rotterdam, che aveva contribuito a sbattare la Nazionale inglese fuori dall'aereo per i Mondiali 1994 negli Stati Uniti. Un "trittico" da leggenda, con la fresca papera del Parco dei Principi, prova inequivocabile della vulnerabilità dell'esterno difensore sui tiri da lontano, causata da una imbarazzante miopia. Un pò quello che era capitato al nostro Dino Zoff nel Mondiale 1978. Più che di un oculista, Seaman avrebbe però avuto bisogno di una benedizione, visto che di li a qualche giorno, in tournèè in Cina, allo stadio di Pechino si procurò la frattura di una caviglia. La sua carriera sembrava agli sgoccioli. Nel giugno successivo non solo David Seaman era ancora portiere titolare della Nazionale inglese agli Europei giocati in casa, ma i prodigi sui rigori di McAllister e poi di Nadal, decisivi per l'approdo in semifinale, ne facevano indiscutibilmente, stando ai giornali inglesi, il più forte dei portieri del Mondo. La crisi era superata, la sua carriera era ben lungi dal potersi concludere, come ha eloquentemente dimostrato la sua ultima trionfale stagione, chiusa col "double" campionato coppa con l'Arsenal e alla guida della difesa inglese nel Mondiale 2002. A 39 anni è stata una bella soddisfazione. E probabilmente non l'ultima visto che David Seaman ha in testa il mito di Banks e dunque la longevità agonistica agli alti livelli per lui è una specie di religione. Nato a Rotherham, vicino a Leeds, il 19 settembre 1963, Seaman diventò giovanissimo un ottimo battitore di cricket e un portiere promettente, non abbastanza peraltro da far stada nelle giovanili del Leeds, da cui venne sbolognato dopo una stagione, col consiglio di insistere col cricket. Di testa dura, David ricominciò dal fondo, cioè col Peterborough, quarta serie, da dove in tre stagioni, dall'82 all'85, salì tra i cadetti, nel Birmingham City, conquistando la promozione e poi la notorietà nella massima serie. Nel 1986 è al Queens Park Rangers e nel 1990 approda ai Gunners londinesi, con cui da titolare ha vinto tre campionati (91,98,02), quattro FA Cup (93,98,02,03), una Coppa di Lega (93) e una Charity Shield (91) più la Coppa delle Coppe nel 1994. I suoi segreti, captati alle sue rare confessioni (lo chiamano "Sosh", slang per "sociable", per sottolineare ironicamente la socievolezza che gli manca), sono la pesca, sport che lo aiuta a pensare, riguardando come in una moviola i propri errori e le proprie prodezze, e un dossier sugli attaccanti avversari e sul loro modo di calciare punizioni e rigori. Conquistò presto la ribalta internazionale, con 10 presenze nell'Under 21, ma debuttò solo a 25 anni in Nazionale(16 novembre 1988, 1-1 con L'arabia saudita) e per diventare titolare dovette prima fare anticamera a Chris Wodds e Peter Shilton. Una volta confessò che nel 1992, quando il Ct Taylor, venendo meno ad una promessa non lo nominò titolare per gli Europei preferendogli appunto Woods, pensò seriamente di abbandonare. Forse lo pensò nella primavera del 1995. Poi decise di continuare. E non si può certo dire che abbia sbagliato. (da http://it.groups.yahoo.com/group/godsavethefootball/ 2002)

0 commenti: