mercoledì 23 novembre 2011

Lo squalo Joe.

Joseph Jordan è scozzese, nato a Carluke, vicino a Glasgow, cresciuto nelle giovanili del Morton, esordisce giovanissimo nel massimo campionato scozzese. Alto e possente (1,86 per 80 chili), trova il suo ruolo naturale al centro dell’attacco, incarnando l’ideale sfondatore del calcio inglese, abile a incornare i cross provenienti dalle estreme. Nell’ottobre 1970, alla sua terza stagione, con 12 presenze e due gol all’attivo, viene ceduto al Leeds United per 15mila sterline. Pochi mesi dopo, durante un allenamento, tuffandosi a corpo morto per colpire di testa un cross basso, viene centrato in bocca dal piede di un difensore e perde due incisivi superiori, troncati di netto. E qui accade la piccola metamorfosi. Fuori dal campo ha un aspetto “normale”, grazie a una protesi, cui però rinuncia quando gioca a calcio. Secondo qualcuno, lo fa per respirare meglio, ma molti sospettano che sia per incutere terrore ai difensori. Lui non conferma nè smentisce, sorridendo a denti (ehm) stretti. Fatto sta che in campo, quando apre la bocca, scopre una specie di piccola voragine che gli conferisce un aspetto truce, evidenziato dai capelli lunghi e dal fisico torreggiante. Esordisce nel campionato inglese solo nella stagione successiva, diventando presto un idolo dei tifosi, che per la dentatura lo soprannominano “The Shark”, lo Squalo. Diventa popolare per la combattività e il generoso impegno in area, anche se i suoi bottini sotto rete non sono eccezionali. Esordisce in Nazionale il 19 maggio 1973 a Wembley, in Inghilterra-Scozia 1-0, e diventa un alfiere della rappresentativa scozzese. Nel gennaio del 1978 lo acquista il Manchester United per 350mila sterline e dopo una stagione di assestamento migliora anche la media gol. In tutto, vanta 35 gol in 139 partite col Leeds e 37 in 109 con i red devils quando il Milan, nell’estate del 1981, decide di puntare su di lui. Non è una scelta felice. Il giocatore, tecnicamente grezzo, fatica tremendamente ad ambientarsi e la prima stagione in Italia è disastrosa: segna appena 2 gol in 22 partite e il Diavolo rossonero precipita in B per la seconda volta, dopo la sciagura delle scommesse. Saggiamente, la società non lo scarica, considerandolo più adatto ai climi infuocati della serie cadetta, dove effettivamente il bomber rinasce e si riscatta, giocando un’ottima stagione, suggellata da 10 gol in 30 partite, decisivi per la promozione del Milan. Efficace nei corpo a corpo in area, forte di testa, generoso e coraggioso, dà l’idea di poter servire anche in A e l’emergente Verona lo acquista, ma non ne ricava granché: appena dodici presenze e un gol, dopodiché Jordan torna oltremanica, al Southampton, dove gioca due stagioni e mezzo, per complessive 48 partite e 12 gol. Nel gennaio 1987 passa al Bristol City, dove gioca fino all’89, alle soglie dei trentotto anni, totalizzando 38 partite e 8 reti. In Nazionale il suo “score” è di 52 partite e 11 gol. Nel complesso un buon giocatore, giustamente famoso per la sua aggressività, probabilmente non all’altezza dei vertici del campionato italiano.

2 commenti:

Americo ha detto...

Mitico Joe!

"UK Football, please" ha detto...

Un grande e dire che nessuno ricordi di lui, che fece un anno ala grande in serie B con il Milan, risultando l'artefice della risalita.. in A.